La manifestazione nata con il nome di Civitella Alfedena Folk Festival, che dal 2023 ha preso il nome di Suoni sul Lago Folk Festival perché coinvolge anche gli altri due comuni che si affacciano sul lago di Barrea (Barrea e Villetta Barrea), quest’anno è giunta alla venticinquesima edizione. Tiziana Spini, animatrice del festival insieme a Marco Delfino, ha voluto affiancare ai concerti e ai laboratori musicali la rassegna Voci di donne, nel cui ambito Daniele Elpidio Iadicicco ha presentato il 25 agosto a Civitella Alfedena il suo libro su Ortensia De Meo.
Nata a Castellonorato (oggi frazione di Formia) nel 1881, nota principalmente come moglie di Amadeo Bordiga, Ortensia De Meo è stata una protagonista delle lotte per l’emancipazione delle donne, soprattutto nell’Italia meridionale. A Napoli, dove viveva e lavorava come insegnante nelle scuole elementari, Ortensia fu tra le fondatrici nel 1912 del Circolo Marx, uno dei primi atti di rottura con il socialismo riformista che portò qualche anno più tardi al congresso di fondazione del Partito Comunista Italiano a Livorno nel 1921. Ortensia fu l’unica donna a prendere la parola il questo consesso.
A Napoli, Ortensia aveva promosso la fondazione del Circolo socialista femminile e ne aveva redatto lo statuto. “Tra la guerra di Libia e l’inizio della Prima Guerra Mondiale” scrive Iadicicco “siamo di fronte a un periodo di attivismo frenetico. L’impegno è quotidiano, con un susseguirsi di incontri, comizi e discorsi che sostengono le lotte dei lavoratori e promuovono l’antimilitarismo. Ortensia si preoccupava anche delle condizioni dei militari, denunciando le condizioni disumane dei soldati nelle caserme e compiendo un appello, dalla colonne de Il Socialista, alla loro ribellione attraverso il socialismo.” Negli stessi anni era impegnata a organizzare le lotte delle lavoratrici impegnate nei cotonifici, nei tabacchifici, nelle fabbriche di conserve alimentari e laterizi. Al congresso socialista di Ancona (1914) presentò una mozione per il voto alle donne.
Con l’avvento del fascismo, suo marito Amadeo Bordiga fu ristretto in carcere e al confino, e Ortensia dovette provvedere ai figli Alma e Oreste con il lavoro di insegnante. Sottoposta a strettissima sorveglianza, dovette abbandonare la politica.
Dopo la Liberazione continuò a dedicarsi al lavoro e alla famiglia, non riprese l’attività politica, al pari di suo marito. Morì a Napoli nel 1955.
Scrive Rossella Serao nella prefazione al libro: “Daniele Elpidio Iadicicco compie con il suo saggio un’opera di ricollocazione storica che riconosce ad Ortensia De Meo la capacità di essere stata tra la promotrici, circa vent’anni prima, del diritto di voto alle donne e di aver promosso, circa un secolo prima, il riconoscimento degli stessi diritti tra figli naturali e figli legittimi, oltremodo iniziata nel ’75 e compiuta solo nel 2012”.
Daniele Elpidio Iadicicco con la sua ricerca su Ortensia De Meo, svolta in gran parte sui rapporti della polizia che per venticinque anni la sottopose a una strettissima sorveglianza, ha il grande merito di avere sottratto all’oblio una donna che ha dato un contributo importante all’avanzamento civile e sociale del nostro paese.
di Massimo Leone
Daniele Elpidio Iadicicco, Ortensia De Meo. All’alba dell’emancipazione, prefazione di Rossella Serao, Guida Editori, Napoli, 85 pagine
Nella foto, Tiziana Spini a Daniele Elpidio Iadicicco presentano il libro presso il centro culturale “Orsa Maggiore” a Civitella Alfedena.