Le notti di Fondi – Una storia del Cinquecento

Isolde Kurz nasce a Stoccarda nel 1853, si trasferisce con la famiglia prima a Monaco poi Tubinga, seguendo gli incarichi lavorativi di suo padre Hermann, che muore nel 1873. Nel 1877 la famiglia Kurz si trasferisce a Firenze, dove Isolde lavora come guida turistica, approfondendo la storia di Firenze. Nel 1880 pubblica una raccolta di poesie, alla quale seguiranno diverse raccolte di racconti, molti ambientati a Firenze. Nel 1915, scoppiata la guerra, Isolde torna a Monaco dove continua a scrivere e pubblica nel 1922 Le notti di Fondi. L’università di Monaco la nomina doctor honoris causa. Nel 1944 la scrittrice muore a Tubinga.

Nel 1988 Cadmo Editore pubblica, per conto del comune di Fondi (sindaco Arcangelo Rotunno), la prima traduzione italiana del romanzo, curata da Tea Alli e Franco Sepe, con la collaborazione di Waltraud Gisela Klitzsch in Martorelli e Antonio Parisi.

Scrive nella prefazione Franco Sepe che:

“per la Kurz la figura di Ippolito de’ Medici – che riassume in se l’ideale spirituale e le virtù del grande condottiero – supera perfino quella di Lorenzo il Magnifico, da lei eletto a proprio nume tutelare. Tuttavia, se per questi uomini valorosi la scrittrice mostrò una venerazione particolare, nel caso di Giulia Gonzaga si è trattato di un vero e proprio processo di identificazione con il personaggio, dietro il quale si annida, in ultima analisi, il dato biografico.”

Ippolito e Giulia, giovanissimi, sono appunto i protagonisti delle notti di Fondi, verso le cui vicende l’autrice mostra una forte partecipazione. Fondi si trova in quegli anni non solo coinvolta nelle vicende dinastiche dei Medici, dei Colonna e dei Gonzaga, ma anche profondamente immersa nella storia d’Europa e del Mediterraneo.

Il corsaro Khair ad-dīn detto Barbarossa invade Fondi, causando una rovina dalla quale la città impiegherà secoli a risollevarsi, per rapire Giulia Gonzaga e recarla in dono al sultano Solimano I il Magnifico.

Penso che la città di Fondi debba essere grata a Isolde Kurz per il libro che le ha dedicato, scritto con passione e profonda conoscenza di fatti storici.

di Massimo Leone

Isolde Kurz, Le notti di Fondi – Una storia del Cinquecento, Quaderni del Lazio/2, Cadmo Editore, Roma, 1988, 181 pagine.

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