Ringrazio Roberto Lucarelli per avermi regalato il suo racconto Onorato e Livia – L’alchimia del Lago di Fondi, che ha scritto raccogliendo le sollecitazioni del compianto amico Franco Martellucci, di non mandare perduti i ricordi delle giornate passate da ragazzo con suo padre Augusto nel capanno di caccia sul Lago di Fondi
Il racconto, ambientato nel 1963, ha come protagonisti il pescatore e cacciatore Onorato con sua moglie Livia, abile venditrice di pesce e cacciagione presso il mercato della piazza del pesce, oggi Piazza Felice Chiusano.
Roberto ci racconta, descrivendo le attività di caccia e pesca di Onorato, come cambiava la fauna del Lago di Fondi con l’avvicendarsi delle stagioni: l’arrivo degli uccelli migratori, le spigole che entrano nel lago inseguendo i cefali calamita, la complessa vita delle anguille, i movimenti di tinche, rane e gamberetti e tante altre cose.
Livia e Onorato vengono presentati, con affetto e partecipazione da parte dell’aurore alle loro difficoltà e soddisfazioni, nella vita familiare, tra i vicoli del centro storico di Fondi e le passeggiate lungo Corso Appio Claudio, e in quella lavorativa tra la casetta di Chiaruma e il mercato del pesce.
Innamorato del Lago di Fondi, della caccia e della pesca, Roberto rimpiange ma non mitizza il passato, non nasconde mai la durezza della vita di Livia e Onorato. Racconta infatti che, pensando ai futuro dei suoi figli «Onorato nutriva una speranza: che un giorno, Arcangelo da geometra ed Elena da insegnante, guardassero alla loro casetta Chiaruma con infinita riconoscenza. Sperava che non dimenticassero mai che la loro dignità era nata tra quelle canne e che il il “patrimonio” che aveva pagato i loro studi era l’argento vivo di quel lago.»
Roberto poi aggiunge le sue considerazioni da autore: «Senza la biodiversità che oggi diamo per scontata, Fondi perderebbe la sua anima. Difendere questo ecosistema significa onorare il sacrificio di chi vedeva nelle rane e nelle tinche non un folklore, ma la possibilità di far laureare un figlio. Significa dire a quegli Onorato e a quelle Livia che la loro fatica ha avuto un senso.»
Nei miei ricordi il Lago di Fondi negli anni intorno al 1963 è rappresentato dalla signora che vendeva rane e gamberetti passando per via Itri con un recipiente di ceramica smaltata sulla testa, dall’odore nauseabondo di quando mia madre bruciacchiava la pelle delle folaghe sul fornello a gas, dalle anguille confezionate con carta da regalo e fiocchi che lei mi faceva portare a Michelina, vicina del piano di sopra, terrorizzata dai serpenti.
di Massimo Leone
Roberto Lucarelli, Onorato e Livia – L’alchimia del Lago di Fondi – il racconto, presentazione di Marco Dell’Utri, Armando Caramanica Editore, Scauri, 2026, 108 pagine.
Con il patrocinio del Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi