Filippo incontra l’altro una sera di marzo nell’Agro Pontino. Mentre procede a passo d’uomo con l’automobile sotto la pioggia torrenziale, vede dal finestrino quatto indiani che tornano a casa in bicicletta, riparati solo dai sacchi dell’immondizia che indossano sui vestiti.
Nasce così il desiderio di raccontare, con le fotografie, la storia dei nuovi immigrati in arrivo dal Punjab, insieme a quella delle famiglie arrivate dalla Pianura Padano-veneta con la bonifica. Durante l’estate Filippo scatta duecento ritratti, ma il progetto ha una svolta decisiva quando incontra un gruppo di bambini che vivono presso il residence Bella Farnia (https://viaitri.blog/2020/05/16/migranti-e-diritti-tra-mutamento-sociale-e-buone-pratiche/) e decide di tenere con loro un corso di fotografia. I bambini diventano assistenti e traduttori, aiutandolo a incontrare gli indiani adulti che spesso non conoscono l’italiano.
Le foto danno vita prima alla mostra Strade parallele (https://www.qcodemag.it/indice/interventi/strade-parallele/), ora al libro Mandeep e altri racconti, con una iniziativa di crowfunding molto riuscita
Il libro, dice Augusto Pieroni, raccoglie
Storie raccontate piuttosto dai volti, dalle gestualità, dai vestiti, dalle ambientazioni e dalle variazioni sul tema della bicicletta. Ecco finalmente il fil rouge: le biciclette che caratterizzano l’esistenza di così tante popolazioni – unificando la famiglia di tutte le pianure del mondo – e che sono, nelle loro diversità di tipo e di uso, il filo che tesse vicende tanto diverse.
Mandeep e altri racconti ci aiuta, con il suo sguardo attento e profondo (fotografia lenta e pesante, dice Augusto Pieroni), a conoscere l’altro che vive vicino a noi andando oltre le narrazioni stereotipate.
Filippo Trojano, Mandeep e altri racconti, a cura di Marco Delogu, Punctum, 2021.