(R)esistere a Scampia

Il Presidente della Repubblica ha conferito il 29 dicembre a Ciro Corona il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana Per il suo quotidiano e instancabile impegno nella promozione della legalità e nel contrasto al degrado sociale e culturale.

Penso valga ancora quello che Ciro scriveva nel 2018: Quello che è arrivato fino ad oggi, anche in termini di visibilità, credo sia il risultato di un duro lavoro e del coraggio di portare a Scampia una nuova visione del sociale. … Eravamo dell’idea – e lo siamo ancora – che, per creare un terzo settore innovativo, avremmo dovuto farcela da soli, senza contare su finanziamenti pubblici e trasformarci in impresa sociale. ….

La nostra esperienza di (R)esistenza l’ha sempre raccontata molto bene Simmaco Perrillo … <<La mia prima visione di te>> ricorda, <<è quella mentre esci dal portabagagli di un’auto stracolma di gente>>. …. <<è stato amore a prima vista … partivamo dalla stessa base: il lavoro con i bambini e i ragazzi>>. … << (R)esistenza in tutte le sue forme sembrava la brava pazza storia di quattro squinternati che avevano deciso di resistere in una maniera totalmente diversa da come si faceva di solito, soprattutto nei sobborghi di una città come Napoli. In questi contesti, la resistenza ha sempre seguito schemi prestabiliti, più politicizzati, legati alle esperienze dei centri sociali. L’associazione che hai fondato ha rotto questo tipo di meccanismo, ha ascotato il cuore dell’operatore sociale e il richiamo del vociare dei bambini di Scampia. …

Lo sguardo di un ragazzino che ha creduto in te perchè gli hai fatto vedere una via e una realtà che altrimenti non avrebbe mai visto ti spinge a ripensare il tuo modo di fare e di essere. … E i ragazzi ai quali hai fatto vedere un’altra strada hanno bisogno di lavoro. Il lavoro è valore di relazione.>>.

Ciro ci racconta che, qualche anno dopo il primo incontro, ebbe l’opportunità di lavorare con Simmaco, come tirocinante nell’ambito di un master sulla gestione dei beni confiscati. L’invio di un tirocinante sorprese Simmaco, che commentò: <<Non credevo che mi avrebbero mani mandato un tirocinante … Certi mondi dell’antimafia sono più di studio che operativi. Se lavori con le persone svantaggiate la teoria può essere una base, ma è soprattutto la pratica che non ti deve mancare>>.

Così descrive il primo giorno di tirocinio:

<<Simmaco, che faccio?>> gli chiesi.

Lui prese la zappa e mi disse: <<Vai a zappare>>.

Trascorsi quel giorno e tanti altri a zappare accanto a Erasmo, un utente sordo muto con disagio mentale, che sta con Simmaco da anni.

Fu uno degli insegnamenti più importanti che ho ricevuto nella mia vita. <<Non possiamo insegnare a qualcuno a lavorare, se noi, per primi, non ci rieduchiamo al lavoro>>.

E tormare alla terra è il percorso più formativo che possa esistere>>

Direi che Simmaco ha usato la zappa come strumento per l’educazione alla leadership.

Ho avuto il piacere di incontrare Ciro Corona in occasione della prima presentazione del suo libro, che si svolse a Roma presso la libreria L’Altracittà grazie all’amicizia tra Silvia Dionisi e Mimma Scigliano, che ha collaborato con Ciro nel lavoro di scrittura. Qualche mese prima avevo conosciuto e apprezzato Selva Lacandona, la Falanghina dei Campi Flegrei prodotta dalla cooperativa sociale (R)esistenza presso il bene confiscato Amato Lamberti.

Nel 2019 con l’associazione IfoRD invitammo Ciro a presentare il suo libro a Fondi insieme a Cristiano Tatarelli, all’epoca Vicequestore vicario a Latina, in precedenza Commissario a Scampia (https://www.iford.eu/2019/10/23/resistere-a-scampia-da-terra-di-camorra-a-terra-di-speranza-sabato-26-ottobre-la-presentazione-a-fondi-latina/). L’incontro è stato l’occasione per la nascita di un rapporto importante tra la comunità di Fondi e quella di Scampia, favorito dall’affinità tra due cape pazze, quella di Ciro e quella di Lavinia Savona.

Ciro Corona, (R)esistere a Scampia. Da terra di camora e terra di speranza. Edizioni San Paolo, 2018.

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