La filosofa indiana Anindita Balslev, in un dialogo con Richard Rorty, dice all’interlocutore: Può darsi chi io non abbia compreso il tuo punto di vista … Probabilmente questo è dovuto all’abitudine, nel <<dialogo>>, di parlare all’altro o dell’altro e mai con l’altro. Succede che si finisce per sentire solo la propria voce. La mia esperienza, dopo anni di frequentazione di due diverse culture, mi porta a considerare la <<conversazione>> come un qualcosa di insostituibile, ma anche di imprevedibile, quanto al suo esito finale.
Commenta così questo dialogo Paola Ricci Sindoni: Forse le attuali drammatiche sfide richiedono un cambio di rotta, rivolto più a raccontare e a immaginare, piuttosto che a teorizzare; più ad ascoltare storie reali che rifarsi a quelle logiche interpretative che soddisfano solo il desiderio di leggere dall’alto il nuovo destino del mondo, con la prestesa di cambiarlo discutendo. Questo richiamo alla concretezza mi ricorda l’esortazione rivolta de Eugenio Colorni al suo amico Altiero Spinelli (https://viaitri.blog/2021/01/10/la-scoperta-del-possibile/).
Dell’importanza di dialogare, di raccontare storie, piuttosto che di elaborare teorie, nel mondo dopo la fine della Guerra Fredda, ci parla anche Ryszard Kapuscinsky: Il mondo registra un movimento mai visto fino a quel momento nella storia. Persone delle più varie razze e culture si incontrano in ogni parte di un pianeta sempre più popolato. Se, una volta, chi diceva gli altri intendeva tradizionalmente gli extra europei, adesso queste nuove relazioni contemplano ogni possibile aspetto e varietà, ogni possibile razza e cultura: per un cinese gli altri sono i malesi e gli indù, per un arabo i latinoamericani e congolesi. Il numero delle combinazioni è sterminato. È nato un nuovo altro: il non europeo, che è altro rispetto a un altro non europeo. …. Questa realtà favorisce un brusco aumento degli incontri e dei contatti interpersonali, ed è dal loro svolgimento e dalla loro qualità, dai nostri rapporti, sempre più vari e numerosi, con gli altri, che dipenderà il clima del mondo nel quale viviamo.
In conclusione, è opportuno cercare di ascoltare gli altri, dialogare con le persone in carne e ossa (ognuna diversa dall’altra), invece di discutere in astratto del confronto tra diverse culture, tenendo fisso lo sguardo ai fatti che si vanno svolgendo secondo la lezione di Eugenio Colorni. Sperimenteremo così la bellezza di esperienze dall’esito finale imprevedibile.
Ryszard Kapuscinski, L’altro, Giangiacomo Feltrinelli Editore, 2007.
Paola Ricci Sindoni, L’altro, Edizioni Messaggero Padova, 2015.
Ringrazio Rossella per avermi messo a disposizione questi due libri.